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martedì 22 novembre 2016

L'evoluzione continua!

Tanta strada è stata fatta da quando partii con un piccolo blog che non era altro che uno sfogo personale. Si chiamava “Terra Capitale” e scrivevo di quanto fosse importante mantenere e gestire l'ambiente che ci circonda. La Terra vista come nostro vero Capitale non solo e non sempre economico.

Logo del mio primo blog

Da quella prima esperienza alla creazione di terraXchange è stato davvero un attimo.
Un percorso creato grazie a tante persone, tanti momenti di cooperazione, di informazione e di energie.
Il primo portalino versione super-beta creato in casa, metodo “fai da te”. L'affettuosa risposta del pubblico e la decisione di creare qualcosa di più completo, di più grande, di più serio.

Il sito attuale con annunci inseriti

L'interesse mediatico e le favorevoli opinioni del pubblico ci spingevano ad avanzare. Arrivavano in continuo mail di proprietari di terra entusiasti e di futuri orticoltori appassionati speranzosi di trovare un pezzetto di terra.
La terra si evolve, noi con essa.
Il nostro percorso si è sviluppato sempre come una strada tortuosa di montagna. Ripida, faticosa, tortuosa ma in grado di regalarci scorci favolosi e la speranza di raggiungere la vetta nascosta sempre dietro qualche insidiosa curva.
Un lavoro di costante ricalibrazione del tiro, assecondando le esigenze delle persone.
Curve, contro curve e incroci.
Siamo arrivati dunque ad oggi. Punto in cui ci troviamo ad iniziare una nuova strada evolutiva.

Abbiamo deciso di concentrare tutti i nostri sforzi usando strumenti social già esistenti. Abbiamo capito che esistono già strumenti capaci di coadiuvare persone ed energie ai quali possiamo agganciare gli obiettivi di terraXchange.

Da oggi vogliamo render possibili gli scambi di terre incolte anche attraverso il nostro rodato gruppo Facebook.
Ciò sarà possibile grazie alla creazione di annunci.

I proprietari di terre potranno inserire un annuncio per cercare un coltivatore.
Gli orticoltori potranno pubblicare un post per cercare un lembo di terra o un amico con il quale coltivare insieme.

Basterà inserire un annuncio per cercare persone
Si possono creare annunci personalizzati e localizzati

Con più di 800 iscritti al nostro gruppo e quasi 4000 "mi piace" sulla nostra pagina ufficiale è chiaro che i nostri amici e "followers" si trovano quasi tutti su facebook.
E' dunque fondamentale per noi e per l'obiettivo che portiamo avanti usare a fondo questo strumento sociale e di aggregazione per unire più possibile le persone verso il nostro vero obiettivo:

Riqualificare terreni abbandonati tramite la cura, la coltivazione e l'aggregazione.


Se per far ciò bisogna uscire da schemi rigidi e gelosie interne usando strumenti non nostri, useremo ciò che c'è già.
Solo aprendoci sempre più e intercettando sempre più persone riusciremo nel nostro intento.


https://www.facebook.com/groups/terraxchange/?fref=ts
Clicca qui, iscriviti al nostro gruppo e crea il tuo annuncio!

Credo che riqualificare angoli di paesaggio sia davvero un obiettivo raggiungibile e credo che solo raggiungendo il numero più elevato possibile di persone si possano creare le condizioni per le quali più angoli di terra custoditi possano finalmente creare un paesaggio curato.

Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo progetto e a tutti quelli che lo faranno crescere anche con piccoli gesti.

venerdì 17 aprile 2015

I fiori cadono, i frutti restano

La nostra sfida di gestire in prima persona un frutteto abbandonato tramite terraXchange si sta rivelando non priva di difficoltà ma certamente piena di soddisfazioni.
Dopo anni di incuria, questo spazio disseminato di molte piante da frutta sta finalmente ritrovando il lustro perduto.

Uno scatto della situazione iniziale. Decine di piante erano morte.
A quelli che mi chiedono il motivo per il quale continuare a credere in terraXchange vorrei rispondere portandoli nel frutteto per mostrargli in prima persona quanti colori, profumi e sapori può generare un terreno riportato a nuova vita dopo un lungo abbandono.

Dopo qualche pomeriggio di lavoro.
Ecco il perché di terraXchange. Poche foto bastano a capire cosa si nasconde dietro ogni spazio in abbandono, quale può essere l'evoluzione auspicabile e le soddisfazioni procurate dal processo evolutivo.

Melo in piena fioritura.
La grande fioritura di meli, peri, albicocchi e ciliegi sta per terminare ma ora inizia la fase più ricca e importante. I petali cadono lasciando un tappeto bianco e rosa sul prato e scartando una sorpresa che tenevano nascosta all'interno della corolla: il frutticino.

Piccole ciliegie crescono!
Nell'albicocco, nel prugno e nel nespolo questa fase è già oltre e il frutto è già ben visibile riempiendo di gioia e soddisfazione chi, con tanta fatica, si è dato da fare per ripulire, potare, curare e gestire un luogo che sino a qualche mese fa era dimenticato.

Massima soddisfazione nel veder virare il colore delle albicocche.
Intanto le api, trovando un luogo pulito e ricco di fiori non smettono la loro instancabile staffetta. Perdendo poco tempo in uno spazio senza ostacoli saltano di fiore in fiore con una velocità incredibile. Mediamente ho calcolato che sostano 2/3 secondi a fiore.
Mentre fotografavo il loro assiduo lavoro mi chiedevo dove fosse l'arnia o l'alveare e cercavo di seguire questi preziosi insetti mentre si allontanavano sazi di nettare e carichi di polline.

Una delle centinaia di api che lavorano in frutteto.
Il nostro vuole essere un semplice esempio su come sia fattibile sviluppare e diffondere l'idea di terraXchange. Noi stessi abbiamo utilizzato terraXchange come utenti qualunque per ricercare e trovare uno spazio su cui provare e sperimentare. Certo non l'abbiamo trovato subito ma accedendo e controllando i nuovi terreni abbiamo scovato l'annuncio che ha reso possibile questa esperienza, queste foto, questi post sul nostro blog e la possibilità di cambiare la sorte di un piccolo ma importante spazio.
Non ci vuole poi così tanta energia e sforzi per trovare un accordo tra proprietari e orticoltori e gli stessi proprietari potranno essere più soddisfatti degli orticoltori nel vedere il loro bene, che sino a qualche tempo prima consideravano un problema, rinato e produttivo.

giovedì 9 aprile 2015

E se 15 vi sembran pochi...

L'altro giorno siamo riusciti a far incontrare un altro proprietario con un futuro custode del territorio. Siamo a quota 15 se non sbaglio a conteggiare. 
Pochi, per ora, ma buoni specie per la varietà di attività che stanno prendendo piede su questi spazi che sino a pochi mesi fa risultavano abbandonati.
Non solo orti “classici”! 

Dei terreni che un nostro utente ha regalato si trasformeranno in coltivazioni innovative per mano di un giovane interessato all'ambiente naturale.


Vecchie terrazze abbandonate e occupate da sterpaglie si tramuteranno in orto sinergico.


Un piccolo roveto dimenticato è stato pulito e diventerà un piccolo vigneto sperimentale.


Il vecchio frutteto abbandonato che abbiamo preso in mano noi in prima persona abbiamo l'ambizione di trasformarlo in una vera e propria collezione di piante da frutto particolari. 


Il terreno che l'altro giorno ha finalmente trovato un persona interessata si aggiunge a questa biodiversità di attività. 
Su questo nuovo spazio rinato nascerà un apiario. Tante piccole arnie che conterranno migliaia o forse milioni di assidue lavoratrici a sei zampe.
Si aggiunge così una nuova tipologia di attività da svolgere su ex terreni incolti e, onestamente, non vedo l'ora di potervi mostrare la trasformazione derivata da questo nuovo incontro.

15 spazi rinati sono pochi è vero ma la cosa incredibile è che in 15 spazi hanno preso piede, al posto delle sterpi, attività hobbistiche o semi professionali incredibili.
Ciò prova con forza la mia teoria per la quale uno spazio vuoto e abbandonato può diventare ciò che vogliamo con un minimo sforzo.
Ogni terreno, anche piccolo e marginale, può essere la base su cui approfondire e perseguire la propria passione.
Ecco che un metalmeccanico nel fine settimana si può trasformare con facilità in orticoltore, un operaio può sfruttare le ore dopo lavoro per curare le proprie api.

L'aspetto che però deve rendere tutti felici è che queste persone, forse involontariamente, stanno creando e plasmando il bene più grande che possiamo avere: il paesaggio.
Ogni nuova persona che riesce a recuperare un lembo di terra, anche piccolo, sta contribuendo alla rinascita di luoghi abbandonati e quindi sta riqualificando un territorio che avevamo perduto per strada.

Per questo non mi stancherò mai di affermare che conviene a tutti non lasciare in abbandono i terreni. 
Ogni spazio ha un valore che va ben oltre a quello economico.

lunedì 30 marzo 2015

Finalmente ci siamo!

Il nuovo sito di terraXchange sta per aprire e la tensione mista a soddisfazione cresce in modo esponenziale.
Il primo sito di terraXchange è stato aperto il 1° Novembre 2013 quasi per scherzo e non avendo la minima idea di ciò che sarebbe accaduto da lì a breve.
Il grande interesse che ha suscitato l'idea ha reso indispensabile la realizzazione di un sito completamente nuovo molto più affidabile e usufruibile. Abbiamo puntato sulla semplicità cercando di costruire pochi e semplici passaggi per arrivare allo scopo.
1200 accessi unici e 54000 visualizzazioni al mese oltre al gruppo su Facebook che conta circa 650 amici sostenitori hanno reso necessario (e possibile) questa evoluzione.

Bando alle ciance... Ecco a voi, in anteprima assoluta, la nuova homepage di terraXchange. (click sull'immagine per ingrandire a tutto schermo)


 Tutto è stato racchiuso nella home in modo da avere tutto ciò che serve sotto mano. 


Il nostro logo, sempre presente, servirà per tornare in home ovunque voi siate.
Tutte le informazioni, le recensioni e i contatti sono raggruppati nella barra insieme al collegamento a questo nostro blog.
In alto a destra ci sono le icone che portano alle nostre pagine social (Google+, Twitter, Facebook e Pinterest), immancabili e fondamentali poiché sono gli strumenti con i quali dialogare con tutti voi. La riga dei social è completata dall'icona del profilo; luogo in cui iscriversi a terraXchange, loggarsi, modificare il profilo, inserire annunci e modificarli.

Tra tutte le nuove caratteristiche del sito, quella che mi piace in assoluto di più è la grande mappa centrale. Su questo grande spazio potete vedere gli annunci che qualcuno ha già inserito, aprirli e, da registrati, contattare il proprietario in un click. Più facile di così!
Tutte le mappe presenti in terraXchange hanno la funzionalità StreetView di Google che permette di osservare i terreni (se la zona lo permette) da livello strada.

Una delle grandi novità del nuovo terraXchange è quello di permettere la creazione di 3 differenti annunci:
  • Offro terreno: per i proprietari che decidono di cercare un orticoltore.
  • Gruppi: gruppi e/o associazioni orticole già operanti sul territorio possono farsi conoscere attraverso terraXchange e inserire un annuncio per cercare aiuto per ampliare le proprie produzioni e attività.
  • Segnala terreno: per inserire un terreno di cui non si è proprietari ma segnalare lo stato di abbandono di un terreno, fare gruppo su quel terreno ed evidenziare lo stato di abbandono all'ente preposto o al proprietario stesso. Questo segnalino è un segnalino “prova” che potrà/dovrà essere la modalità con cui far fronte comune contro l'abbandono di suolo.

I differenti segnalini potranno essere oscurati o resi visibili tramite i filtri presenti sopra la grande mappa in home.

Il nuovo terraXchange permette una navigazione facile, sicura e immediata. Con pochi passaggi ci si può registrare, inserire un annuncio, contattare un inserzionista, leggere il nostro blog e le nostre pagine, contattarci e altro ancora.
Ogni arrivo rappresenta una nuova partenza e questa non è altro che una tappa del percorso. Dal giorno successivo al lancio si comincerà a lavorare per ampliare terraXchange e arricchirlo di nuove funzionalità e servizi diffondendo il nostro credo sempre di più. 
Raggiungere nuovi terreni oggi nascosti e abbandonati sarà più facile.

giovedì 26 marzo 2015

Tutto in una gemma

Come spesso accade in primavera, il tempo instabile la fa da padrone. Così, impotenti, abbiamo atteso pazientemente ed è ormai da un paio di settimane che non riusciamo ad entrare nel frutteto di terraXchange.
Oggi sono passato davanti, ero di passaggio, e non ho potuto far a meno di entrare a dare un'occhiata nonostante il tempo non sia ancora dei migliori.

Finalmente ci siamo! Nonostante tutto anche quest'anno pare che la primavera sia alle porte. Solo un mesetto fa i rami nudi e intricati di piante dimenticate lì per anni giacevano immobili e immutati. Le gemme si confondevano con il marrone del tronco e il grigio del cielo invernale.
Ora è comparso un nuovo colore sui rami delle piante che stiamo potando e curando, il verde.


Sono convinto che il verde sia il colore della speranza proprio perché è il colore del risveglio dal torpore invernale.


In frutteto cominciano a comparire boccioli, fiori, foglie e piccoli germogli. Un risveglio collettivo silenzioso ma di grande effetto e bellezza.


Tutte questi organi della pianta riposavano dentro una piccola gemma, in alcuni casi, quasi insignificanti ed ora sono pronti per nascere, crescere e svilupparsi.


Questa è un po' la metafora anche della filosofia di terraXchange. In fin dei conti anche i terreni che vengono pubblicati sul nostro sito sono, sino a questo momento, dimenticati e ritenuti senza valore (insignificanti appunto) eppure anche per loro può esistere una nuova primavera ricca in fiori e frutti.


Due mani, pochi attrezzi e tanta volontà possono realmente aiutare questi spazi a rifiorire e una prova concreta di ciò è proprio il nostro frutteto.


Con poche cure, nel rispetto dei cicli vegetativi e della conformazione della pianta, si possono ottenere grandi risultati.
Sensazioni, soddisfazioni, colori, profumi e sapori... Tutto in una gemma.


martedì 10 marzo 2015

Ci vuole pratica!

Nel percorso che stiamo seguendo per sviluppare e promuovere terraXchange ho conosciuto e ci hanno scritto tante persone entusiaste dell'idea e degli obiettivi che vogliamo portar avanti. Tanti gli appassionati orticoltori in cerca di un terreno (che speriamo di poter trovar loro) e svariati proprietari di terreno sparsi sul territorio già disponibili a prestare il loro lembo di terra.

Nonostante ciò, è inutile negare, che si sono avvicinati a terraXchange anche molti scettici. Giustamente vi sono persone che difficilmente si fanno prendere dall'entusiasmo di fare e ci hanno posto (e continueranno a porre) sempre nuovi quesiti e paventare numerosi potenziali problemi.

Qualche tempo fa (forse un paio di mesi, se ben ricordo) all'indirizzo dilatua@terraxchange.it è comparsa una mail di una persona che, nonostante appoggiasse l'idea, era convinta che non potesse prendere piede perché mantenere un terreno è cosa seria, faticosa, difficile e non sempre può dare i risultati sperati. Oltre a ciò ci sono sempre problemi con i proprietari e burocrazie varie insuperabili. La frase che però mi ha colpito in prima persona sosteneva che nonostante l'idea fosse buona noi di terraXchange non potevamo capire le reali problematiche poiché dirigiamo il tutto solo online protetti dietro a uno schermo.

Ora, chi mi conosce personalmente sa che io non sono una persona che si muove nel campo teorico e filosofico del settore ma uno che se c'è da coltivare sta in prima linea armato di zappa.
Tutto sommato però, questo nostro sostenitore ha ragione.
Ci siamo forse staccati dalla realtà dei fatti? Dai problemi concreti dovuti a riprendere e ripulire un terreno? Dai possibili ostacoli reali che i nostri utenti possono avere?

Ecco che, come mio solito, quando qualcuno mi punzecchia su tematiche a me sensibili, devo poter rispondere concretamente e con i fatti.
Come quella trasmissione in cui i capi delle aziende divengono operai per un po' di giorni, io sono divenuto utente del mio stesso sito alla ricerca di un terreno abbandonato da coltivare.
L'obiettivo era quello di verificare in prima persona questi potenziali problemi dal punto di vista dell'utente.

Quasi per caso, una decina di giorni dopo a questa mail, mi contatta una signora che, tramite passaparola, è venuta a conoscenza di terraXchange. Mi avvisa che avrebbe a sua disposizione tre terreni adibiti a frutteto ormai abbandonati da alcuni anni. Questi lotti si trovano ad una ventina di chilometri da casa mia, sulla sponda del Lago Maggiore.
Ecco l'occasione che aspettavo!

Se ben ricordo era un mercoledì; il sabato ero già là a prendere visione dei terreni.
Un terreno mi ha colpito in particolare. 
Si tratta di una striscia recintata di 2500mq circa con piccolo casotto in pietra e decine di piante da frutto e altre piante ornamentali. Una selva da ripulire con olio di gomito. Forse il peggiore dei tre per quanto riguarda l'esposizione e la posizione ma certo quel casotto, l'attacco all'acqua e tutte quelle piante da curare mi hanno da subito attirato.

Nel frattempo mi aveva contattato un ragazzo della zona che cercava un pezzo di terra per coltivare un orto sinergico in una bella posizione. Alla fine ha preso il migliore dei tre terreni. 600mq circa terrazzati in posizione dominate con una grandiosa vista sul lago e con una magnifica esposizione a sud. Vi basti sapere che pur essendo nel profondo nord d'Italia, su quei muri nascono spontanei gli agavi e non avrebbero certo problema a crescere anche gli agrumi.

Tornando al mio terreno.
In due settimane ho coinvolto un mio amico a prendere in gestione questo spazio, ho firmato un contratto di comodato d'uso gratuito per dieci anni e da due settimane a questa parte, il fine settimana, lo dedichiamo a ripulire questo terreno che rischiava concretamente l'abbandono e il disastro.

Per convincere tutti voi, cari lettori e assidui seguaci, ho deciso di raccontare tramite immagini, video e post che seguiranno, come si presenta un terreno abbandonato e come può realmente divenire.

Disse Confucio:
«Se ascolto dimentico,
se vedo ricordo,
se faccio capisco.»

L'esempio e la pratica sono gli elementi che servono ad interiorizzare l'esperienza e a farla propria per sempre.

Vi presento quindi il frutteto di terraXchange e allego questa foto satellitare (Google Earth) che mostra il prima, quando il terreno era ancora mantenuto, e il dopo (stato attuale).
Si noti che già attraverso immagini satellitari si può notare la differenza tra un suolo ben gestito e uno in stato di abbandono. Il differente colore dell'erba e le forme delle piante sono il primo indice che segnala il degrado.


Aperto il cancelletto ecco come si presentava il frutteto. Si noti la casa gialla che si intravvede a malapena dietro le fronde intricate delle piante.


Ecco come si presenta, dalla medesima posizione, dopo soli due pomeriggi di lavoro.


Questa è un'altra scena che ci si è presentata davanti. Molte piante morte, crollate, secche in piedi. Tra cui un grosso fico squarciato e collassato in terra, un pergolato di kiwi schiacciato dal peso stesso della pianta, piante di meli, peri, susine marce. Morte a causa dell'incuria.


Dopo un veloce taglio del prato con trattorino e decespugliatori, siamo partiti con le potature. Stiamo parlando di una quarantina di piante da potare!
Questa è la quantità e dimensione dei rami di una sola pianta di melo lasciata crescere libera per tre anni. Moltiplicando per quaranta piante vi lasciamo immaginare cosa sta saltando fuori.


È faticoso? Sì!
È complesso? Sì!

Ne vale la pena? Assolutamente sì e, questa diretta dal frutteto vuole dimostrare a tutti, anche al nostro amico scettico, che «Si... Può... Fareeeee!» come direbbe il nostro caro amico dr. Frankenstin Jr.

Vi racconterò l'evoluzione di questo terreno passo a passo.

lunedì 12 gennaio 2015

Pronti per il lancio!

Eccoci qua...
Siamo quasi pronti per partire con il nuovo portale di terraXchange.

Non finirò mai di ringraziare chi, pazientemente, ci ha seguito per mesi e ha reso possibile, tramite il loro affetto e appoggio, la realizzazione di questo nuovo strumento di riqualificazione.
Il vecchio portale, ormai obsoleto difficile nella navigazione e nell'interazione tra utenti, ha fatto il suo corso ed è ora di voltare pagina.
terraXchange nasce come portale "in divenire" per questo anche la nuova versione che vi presenteremo non potrà considerarsi "definitiva".
Certo è che questa nuova versione avrà una fruibilità ben più elevata, una notevole semplicità di navigazione e interazione ma anche delle nuove funzionalità tutte da scoprire.

Tra le novità più importanti ed evidenti vi sarà una navigazione basata interamente su mappa. I terreni disponibili potranno essere visibili direttamente dalla home in modo che ognuno possa vedere dove si trovano esattamente e potrà contattare direttamente il proprietario.

(la nostra futura home)

(facile lettura degli annunci)

terraXchange non sarà un raccoglitore di terreni dimenticati ma una vera e propria piazza virtuale per tutti coloro interessati al settore orticolo hobbistico ma anche sociale. terraXchange potrà ospitare e localizzare anche associazioni e gruppi orticoli già operanti sul territorio in modo che tutti i nostri amici possano toccare con mano realtà che non conoscevano.
In prima persona ho sperimentato la delusione nell'apprendere che nella zona nella quale abito, un'associazione gestiva orti per disoccupati e immigrati che opera già da anni!
terraXchange vuole censire queste realtà e pubblicarle nel proprio sito in modo da aumentarne la visibilità. E' un onore per noi offrire ai gruppi e alle associazioni orticole una vetrina in modo che altre persone possano vedere le attività svolte sul territorio e, magari, entrino a collaborare con loro.
Sono convinto che tante persone non conoscano realtà orticole e sociali presenti non lontano da casa propria. Speriamo che così facendo cittadini consapevoli possano avvicinarsi a questi meritevoli gruppi.

In questi mesi di lavoro, molti amici ci hanno contattato dimostrandosi interessati alla coltivazione ma (ahimè) non riuscendo a trovare un terreno libero vicino a casa per iniziare la propria attività orticola. Abbiamo pensato anche a loro.
Nel nuovo terraXchange ci sarà la possibilità di lanciare un annuncio di ricerca terreno. Ognuno potrà localizzare la zona nella quale sta cercando un pezzo di terra e mostrarsi ai proprietari di terre. Gli stessi utenti potranno lanciare un'annuncio di ricerca terra.

Nonostante ciò, terraXchange resta un portale per la riqualificazione territoriale e ciò parte dalla consapevolezza di avere terreni abbandonati e degradati. Per questo abbiamo inserito la funzione che reputo più importante a tal fine, la possibilità di poter segnalare terreni o zone abbandonate al proprio destino.
Queste segnalazioni saranno pubblicate in mappa e sarà possibile ad altri utenti, tramite +1, votarli, e far votare gli amici, portandoli in evidenza. I terreni che raggiungeranno un punteggio elevato saranno oggetto di studio da parte nostra e di una possibile spinta a livello amministrativo locale/comunale creando maggior consapevolezza a riguardo del proprio territorio.

(inserendo un nuovo annuncio si può usare streetview per una maggiore precisione)

(streetview si può usare anche in ricerca per avere un'idea del terreno in questione)

terraXchange non è un semplice portale ma una vera e propria comunità attiva.
Con quasi 3000 "mi piace", oltre 400 iscritti al nostro gruppo facebook, 1400 utenti registrati e attivi, 2400 ingressi unici sul sito al mese che portano a circa 17000 visualizzazioni, non possiamo considerarci solo "strumento" ma vero e proprio gruppo.
La prerogativa di un'insieme di persone è la comunicazione.
Abbiamo quindi deciso di potenziare lo scambio di idee tramite canali esterni al sito (per mantenerlo leggero e gestibile) usando canali già collaudati e in cui le persone siano già presenti e attive.
Abbiamo optato per puntare sul potenziamento del gruppo facebook e la creazione di questo blog che prevede l'uso dei commenti e di tutte le funzioni di condivisione sui social.
Abbiamo aperto anche una community su Google+.


 (il nostro gruppo su facebook)

 (la nostra community su google+)

Resterà attivo anche il nostro indirizzo mail dedicato a voi (dilatua[at]terraxchange.it) e verrà potenziato in modo da avere un altro canale privato per poter comunicare le vostre opinioni.
Tutte le comunicazioni nostre e dei nostri utenti potranno essere pubblicate senza interferenze e senza censure al fine di rendere terraXchange una piattaforma che aiuta il nostro territorio anche grazie alla cooperazione, allo scambio di idee e alla partecipazione di tutti.
Tanti canali per garantire a tutti di potersi esprimere in libertà usando il canale che più preferiscono.

Siamo pronti quindi ad iniziare una nuova strada tutta da costruire insieme in nome di un territorio con meno dissesti e incurie e più orti e comunità.



 

Marco Tacconi
ideatore di terraXchange

mercoledì 18 giugno 2014