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giovedì 26 marzo 2015

Tutto in una gemma

Come spesso accade in primavera, il tempo instabile la fa da padrone. Così, impotenti, abbiamo atteso pazientemente ed è ormai da un paio di settimane che non riusciamo ad entrare nel frutteto di terraXchange.
Oggi sono passato davanti, ero di passaggio, e non ho potuto far a meno di entrare a dare un'occhiata nonostante il tempo non sia ancora dei migliori.

Finalmente ci siamo! Nonostante tutto anche quest'anno pare che la primavera sia alle porte. Solo un mesetto fa i rami nudi e intricati di piante dimenticate lì per anni giacevano immobili e immutati. Le gemme si confondevano con il marrone del tronco e il grigio del cielo invernale.
Ora è comparso un nuovo colore sui rami delle piante che stiamo potando e curando, il verde.


Sono convinto che il verde sia il colore della speranza proprio perché è il colore del risveglio dal torpore invernale.


In frutteto cominciano a comparire boccioli, fiori, foglie e piccoli germogli. Un risveglio collettivo silenzioso ma di grande effetto e bellezza.


Tutte questi organi della pianta riposavano dentro una piccola gemma, in alcuni casi, quasi insignificanti ed ora sono pronti per nascere, crescere e svilupparsi.


Questa è un po' la metafora anche della filosofia di terraXchange. In fin dei conti anche i terreni che vengono pubblicati sul nostro sito sono, sino a questo momento, dimenticati e ritenuti senza valore (insignificanti appunto) eppure anche per loro può esistere una nuova primavera ricca in fiori e frutti.


Due mani, pochi attrezzi e tanta volontà possono realmente aiutare questi spazi a rifiorire e una prova concreta di ciò è proprio il nostro frutteto.


Con poche cure, nel rispetto dei cicli vegetativi e della conformazione della pianta, si possono ottenere grandi risultati.
Sensazioni, soddisfazioni, colori, profumi e sapori... Tutto in una gemma.


lunedì 19 gennaio 2015

Perchè puntare sull'orto?

òrto s. m. [lat. hŏrtus] – Piccolo o medio appezzamento di terreno, spesso adiacente alla casa (o. familiare), recintato da muro o da siepe, nel quale si coltivano erbaggi e piante da frutto.
(fonte: dizionario Treccani)

Definizione accademica ma siamo certi non sia una definizione esaustiva.

Molto spesso capita che, parlando con le persone di orticoltura, mi chiedano il perché sia così importante per me.
Perché in un mondo così moderno e in cui il cibo è alla portata di quasi tutti con prezzi che, tutto sommato, restano bassi in rapporto al costo della vita è necessario puntare sugli orti?
Perché non andare ad acquistare, se non al supermercato, neppure tramite i piccoli banchetti di un mercato?

Ebbene, a queste domande rispondo sempre che parlare di orticoltura è un po' come parlare di sport. Un immenso argomento che possiede diversi aspetti e conduce a differenti obiettivi.
Esattamente come lo sport, si suddivide in differenti discipline che hanno il loro scopo, i loro obiettivi e i loro esperti professionisti.

Dobbiamo dividere questo tema in 3 macro gruppi:
  • Il primo gruppo rappresenta le attività agricole orticole che coltivano per vendere il proprio prodotto.
  • Il secondo gruppo è composto da persone che coltivano il proprio orto per produrre ottimi ortaggi da mangiare in famiglia a condividere con amici.
  • Il terzo gruppo è meno conosciuto ma è quello che sta prendendo maggior piede in Italia. È quello degli orti che non producono solo ortaggi ma anche aggregazione, valorizzazione e sostegno sociale.

Sotto la parola “orto” si nasconde un pullulare di attività, di obiettivi e di soddisfazioni differenti. È questa la reale potenzialità di proporre l'orticoltura come mezzo (catalizzatore) per proporre eventi, idee e progetti che hanno non solo lo scopo di produrre ma di educare, stimolare aggregare persone.

Sono sempre stato un fanatico di queste azioni sul territorio. Dall'orto-terapia all'orto didattico/sociale. Nonostante ciò sono consapevole che pur le alte potenzialità di queste iniziative, restano troppo spesso isolate, non capaci di comunicare adeguatamente e limitate alle proprie azioni.
Può capitare, come è capitato a me, di entrare in contatto con un'associazione orticola meritevole e operante a poche centinaia di metri da casa mia sconosciuta e di cui ignoravo l'esistenza.

Una volta l'orto era il classico hobby dove relegare pensionati stanchi. Mi fa un certo ribrezzo leggere tutt'oggi che spazi adibiti ad orti comunali vengano attribuiti solo a persone sopra una certa età (trattando questi spazi come ospizio) quando invece dovrebbero essere luogo di aggregazione sociale in cui mix di età, credo religioso, politico ed estrazione sociale possano convivere.

“Orto” oggi può significare tutto. Può significare benessere, riqualificazione, società, sviluppo. Eccone alcuni esempi: