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lunedì 18 maggio 2015

I terribili 5!

Siamo a metà maggio e le verdure crescono rigogliose negli orti. In questo periodo si vedono crescere da un giorno con l'altro in una frenetica corsa verso il nostro piatto.

Nonostante ciò non sempre tutto fila per il verso giusto e “nemici” naturali sono in agguato.

Ho deciso di raccogliere i 5 antagonisti più comuni degli orti in modo semplice e puntuale in modo che ognuno di noi sia in grado di riconoscere sintomi, cause e possibili soluzioni.

Gli afidi:

A questi insetti abbiamo dedicato un post poco tempo fa in cui si descrivevano, si elencavano i sintomi e si ponevano possibili soluzioni sempre nel rispetto ambientale in ottica “bio”. Se ve lo siete perso potete ritrovarlo qua: Afidi, questi comuni sconosciuti.

Adulto di afide verde

I maggiolini:

Adulto di maggiolino

Larva di maggiolino

Comunissimi insetti coleotteri di colore arancione/rame molto ben riconoscibili. Gli adulti si involano a giugno (nonostante il nome “maggiolino”). Gli adulti che vediamo svolazzare nei campi e prati in realtà non sono così dannosi come le larve.
Molto ben riconoscibili di color bianco crema con capo di color arancione vivo e corpo tozzo.
Amano le radici a fittone tipiche delle insalate. Le rosicchiano sino al colletto.
Il risultato è quello di vedere piantine appena trapiantate morire di colpo (in poche ore!).
Ci si accorge del danno quando è troppo tardi.
Non usando metodi chimici le uniche due soluzioni sono di carattere preventivo.
La prima è usare un telo pacciamante per impedire all'adulto di deporre le uova. In questo modo l'anno successivo avremo meno larve nel terreno.
La seconda è quella di controllare durante la vangatura se vi sono nel terreno le larve.

Danno da larva di maggiolino su cipolla

La peronospora:


Mentre i primi due nemici sono insetti questa è una malattia fungina piuttosto pericolosa e infettiva. Le peronospore in realtà sono tante e ognuna adattata a una o poche specie vegetali. Attaccano tipicamente le solanacee (pomodori e patate in primis).
La possibile cura, anche in questo caso, è preventiva. Una volta penetrato all'interno, il fungo è inattaccabile.
Si può usare del verderame o della poltiglia bordolese in copertura. Questi prodotti sono utilizzabili anche in agricoltura biologica. Solitamente si presentano in polvere da miscelare in acqua e poi spruzzare sulle piante. Il trattamento va effettuato quando le temperature medie giornaliere sono superiori ai 13°C prima della fioritura e poi ripetuto ogni qual volta vi siano temporali o piogge violente capaci di dilavare il prodotto.

Sintomi su foglia di pomodoro

L'oidio:

Anche l'oidio è un fungo e si mostra in tutto il suo “spendore” con una tipica muffa bianca polverosa sui lembi fogliari. Anche di oidi ce ne sono molti e sono specializzati su più piante. Dalle zucche e zucchine ai pomodori alle melanzane.
L'oidio si combatte come la peronospora in prevenzione spruzzando zolfo bagnabile (anche questo ammesso in agricoltura biologica).
Sia l'oidio che la peronospora (essendo funghi) amano il clima caldo e umido. Se si verificano queste condizioni il nostro orto è a rischio.
Per tale ragione non bisogna mai bagnare le foglie dei nostri ortaggi ma dare l'acqua alla base onde evitare di creare il clima ideale proprio sulla foglia scatenando quindi l'infezione.

Oidio su melone

Le lumache e le limacce:

Le limacce hanno colori che variano dall'arancione al marrone/grigio

Questi molluschi terrestri li conosciamo tutti. La differenza tra lumache (chiocciole) e le limacce è lampante: le prime hanno il guscio, le seconde no; entrambe sono grandi divoratrici di vegetali.
Triturano grandi superfici fogliari in breve tempo tramite la particolare bocca dotata di radula, un organo simile ad una lingua dentata capace di grattare e strappare parti di foglie.

Questi molluschi sono in grado di sentire ciò che a loro piace, come le tenere foglie di insalata o delle piantine di zucca e zucchine da molto distante e muovendosi (tipicamente di notte o in presenza di molta umidità come dopo la pioggia) lentamente ma inesorabilmente arrivano nel nostro orto in massa.
Si possono combattere in diversi modi tra cui l'allontanamento fisico prendendole e gettandole il più lontano possibile (sconsiglio di lanciarle dentro l'orto del vicino nemico onde evitare guerre!).
È possibile riempire dei bicchieri di birra e interrarli sino all'orlo: le lumache ci finiranno dentro morendo. Sarà quindi necessario cambiare birra e bicchieri ogni volta che saranno pieni.
Altri due metodi utilizzati e che necessitano di essere elencati sono l'utilizzo di cenere e di gusci di mollusco (vongole o cosse) sbriciolati.
Nel primo caso la cenere risulta essere una sostanza caustica e repellente per le lumache (ma modifica anche il pH del terreno!) bene quindi non esagerare e limitarsi a circondare semplicemente l'orto.
I gusci sminuzzati invece impediscono l'accesso alle lumache poiché questo materiale è piuttosto duro, appuntito e tagliente. Data la quantità necessaria risulta essere un metodo da usare su piccole superfici o singole piante.

Danno da lumache su foglia di coste

Questi sono i 5 nemici più comuni dell'orto, quelli che troviamo in quasi tutti i giardini sparsi in tutt'Italia ma oltre a questi ve ne è un altro che non possiamo combattere e controllare in alcun modo: il tempo atmosferico.
Temporali, bufere, grandine, gelate tardive. Quando il tempo ci si mette sa essere molto crudele.
In ogni caso è sempre meglio prenderla con filosofia. Il tempo dà, il tempo prende. È così ed è bene farci l'abitudine prima di iniziare a zappare.

mercoledì 4 marzo 2015

Una mattinata differente

Questa non è stata una mattina come le altre.
Dopo una serie di contatti e racconti sulle attività svolte, mi sono recato in una comunità che salva persone dal baratro delle dipendenze (di qualsiasi tipo) in cui l'attività primaria di recupero è la coltivazione di orti e frutteti situati vicino alla casa d'accoglienza.
Ciò che ho visto con i miei occhi mi è piaciuto parecchio.

Frutta, serre e orti a perdita d'occhio
Può la semplice attività pratica/ludica/educativa orticola salvare delle vite in pericolo?
Non solo può ma aiuta concretamente il malato (possiamo proprio chiamarlo così) a sprigionare energie positive e voglia di cambiamento.

Una delle serre adibite a vivaio bio
L'attività primaria della mattinata è stata la preparazione delle prose per le coltivazioni che si andranno ad effettuare.
Obiettivo dell'attività è occupare gli ospiti della comunità ad una mansione che sia attiva, appagante e che mostri i risultati. 
Tutte le piante, le sementi e i fertilizzanti usati sono marchiati come “bio”. Qui la chimica non entra in alcun modo perché per riqualificare la vita di queste persone bisogna necessariamente puntare sulla naturalità delle cose.

La strategia di coltivazione è quella classica di una prima fresatura non profonda, una preparazione con rastrelli per tirare in piano i livelli, una concimazione di superficie con stallatico naturale e una pacciamatura con teli in materiale compostabile e biodegradabile.
Naturalmente le coltivazioni ruotano di anno in anno in modo da non stancare la terra che si ritrova ad accogliere sempre nuove radici e ortaggi.

Sistemazione telo pacciamante
La cosa che però mi è piaciuta di più di questa attività sociale è la consapevolezza che questo mega orto non è un passatempo ma un vero e proprio lavoro.
Qui si lavora per produrre, si lavora per vendere.
Dal mio punto di vista questo serve, in primis, agli ospiti stessi. Sono proprio loro che capiscono che un'altra vita è possibile e che stanno faticando per qualcosa di concreto che è in grado di dar frutti veri, belli e sani.

Nuovo spazio fresato pronto per nuove prose
Sicuramente ci sarà sempre più spazio in terraXchange per raccontare e collaborare con queste realtà già presenti sul territorio e che fanno dell'orto un mezzo con cui salvare vite umane che si sono smarrite.

Mi sento di fare a loro e a tutti quelli che ogni giorno combattono questa guerra a colpi di zappa un grosso e sentito augurio e di consigliare a tutti voi di avvicinarvi a queste associazioni e gruppi. Uno scambio di idee e aiuti che vi cambieranno la giornata in meglio.
Un orto vi salverà!

martedì 3 febbraio 2015

L'utilità dei fiori nell'orto

Molto spesso si pensa all'orto come spazio in cui piantare esclusivamente piante capaci di dare a noi ortolani ottimi frutti da mangiare.
In realtà è bene predisporre delle zone in cui trovino spazio altre tipologie di piante. 
Piante utili per preservare la salute delle nostre orticole e/o capaci di attirare insetti impollinatori.
Cominciamo quindi ad elencare quelle che non possono mancare in un orto ben gestito.

Esempio di fiori utili in mezzo ad orticole

IL TAGETE
I tageti sono delle piante erbacee appartenenti alla famiglia delle Asteraceae, che hanno origine dal Messico e che possono essere sia di tipo annuale che perenne.
Alcune varietà, i Tagetes erecta e i Tagetes petula, sono perfette per contrastare parassiti come i nematodi e permettere la crescita migliorata di alcune tipologie di verdure dell’orto. Sono indicate vicino al pomodoro, al basilico e ai fagioli, ma non scontentano nessuna orticola.
La varietà dei colori del tagete, dal giallo all'arancio passando per il rosso carminio, lo fa essere un fiore molto bello e decorativo, simile alle margherite ma molto più ricco di petali: la sua crescita è rapida ma non va oltre i 15 cm; se sistemati a distanze adeguate, formano dei piccoli cespugli tondeggianti, ottimi per angoli e bordure.
La loro fioritura si protrae da maggio fino a ottobre a seconda della temperatura.
Si possono seminare, ma consigliamo l'acquisto in piantino e il trapianto in piena terra nel mese di maggio.

I tageti possono avere forme e colori differenti

LE ZINNIE
La zinnia è una pianta erbacea annuale anch'essa proveniente dal Messico. Si utilizza per creare aiuole e bordure decorative, piace molto agli insetti impollinatori.
Si semina in semenzaio in febbraio, mentre la messa a dimora avviene in aprile-maggio, possibilmente in piano sole, quando ritrova i climi caldi del suo paese di origine. Fiorisce da giugno a ottobre.

Le zinnie creano una bella macchia di colore

NASTURZIO (Trapaeolum majus)
Ecco una delicata rampicante annuale, regina dell'orto. Buono anche da mangiare in insalata, il nasturzio si abbina perfettamente al pomodoro, ma anche ai fagioli, poiché tiene lontani gli afidi.
Fiorisce da giugno ad ottobre e non ha problemi particolari né di temperatura né di irrigazione: da trapiantare nell'orto in maggio, fine aprile in mezzo alle varie orticole.

Esistono anche varietà nane di nastrurzi ideali per l'orto

CALENDULA
Le accese corolle della calendula (Calendula officinalis) faranno apparire il vostro orto bellissimo, soprattutto se faranno compagnia al tagete e al nasturzio. La calendula scoraggia l’insediamento dei nematodi nel terreno. In più i petali della calendula sono ottimi per dare colore ad insalate e minestre.

La calendula, importante anche come pianta officinale

ALTRI FIORI DELL'ORTO
Nell'orto sono indicati anche la pianta del tanaceto (Tanacetum vulgare) contro afidi, cimici, dorifora e formiche: si pianta tra le file degli ortaggi come una gialla sentinella. Anche l’erba gatta (Nepeta cataria) è efficace contro afidi, crisomelidi e cimici, da posizionare sul bordo delle aiuole.
Non si può non citare anche l'artemisia (A. vulgaris e A. absinthium) che ha grande capacità repulsiva verso nematodi e insetti terricoli. Unico svantaggio è la grande capacità di colonizzare il terreno (molti considerano l'artemisia come pianta infestante da debellare).

Ceppo di assenzio. Attenzione a controllarne la crescita
poiché può svilupparsi eccessivamente!


SAMBUCO
Il sambuco, al contrario dei fiori citati qua sopra, non allontana gli afidi anzi gli attira. È bene comunque avere delle piante di sambuco in giardino, lontano dell'orto , in modo che gli afidi adulti in volo, prediligendo queste piante, devino lontano dalle piante orticole.
Non si può dimenticare che questa pianta è una grande produttrice di fiori e bacche utili alla preparazione di liquori e conserve (sambuchino, confetture varie, vino di sambuco, ecc...).

Sambuco in fiore. E' una pianta che raggiunge i 4-5m
per cui state attenti a dove la piantate

LILIACEE AROMATICHE
Aglio, cipolla, erba cipollina non possono mancare nell'orto non solo per le proprietà salutari e aromatiche dei loro bulbi, ma per la capacità di queste piante allontanare afidi ed altri insetti patogeni grazie ad sostanze estremamente volatili e repellenti. Vale la pena piantare sempre qualche piantina tra le file di ortaggi e, saltuariamente, bisognerebbe schiacciare o tagliare le lunghe foglie per liberare nell'aria queste sostanze.

Cipolla piantata singolarmente nell'orto
per combattere possibili patogeni

TULIPANI
I tulipani possono aiutare molto l'impollinazione poiché con le loro grandi e colorate corolle possono essere viste dagli insetti da molto lontano. Sono piante molto belle e che non danno da fare. Avendo già lavorato il terreno per le nostre piante orticole possiamo piantarne una fila in modo semplice e agevole. Il costo per dei bulbi varia in base alla tipologia ma se rimaniamo su varietà classiche è davvero basso.

I tulipani hanno grande capacità di attirare insetti impollinatori
specie se piantati in gruppo