mercoledì 4 marzo 2015

Una mattinata differente

Questa non è stata una mattina come le altre.
Dopo una serie di contatti e racconti sulle attività svolte, mi sono recato in una comunità che salva persone dal baratro delle dipendenze (di qualsiasi tipo) in cui l'attività primaria di recupero è la coltivazione di orti e frutteti situati vicino alla casa d'accoglienza.
Ciò che ho visto con i miei occhi mi è piaciuto parecchio.

Frutta, serre e orti a perdita d'occhio
Può la semplice attività pratica/ludica/educativa orticola salvare delle vite in pericolo?
Non solo può ma aiuta concretamente il malato (possiamo proprio chiamarlo così) a sprigionare energie positive e voglia di cambiamento.

Una delle serre adibite a vivaio bio
L'attività primaria della mattinata è stata la preparazione delle prose per le coltivazioni che si andranno ad effettuare.
Obiettivo dell'attività è occupare gli ospiti della comunità ad una mansione che sia attiva, appagante e che mostri i risultati. 
Tutte le piante, le sementi e i fertilizzanti usati sono marchiati come “bio”. Qui la chimica non entra in alcun modo perché per riqualificare la vita di queste persone bisogna necessariamente puntare sulla naturalità delle cose.

La strategia di coltivazione è quella classica di una prima fresatura non profonda, una preparazione con rastrelli per tirare in piano i livelli, una concimazione di superficie con stallatico naturale e una pacciamatura con teli in materiale compostabile e biodegradabile.
Naturalmente le coltivazioni ruotano di anno in anno in modo da non stancare la terra che si ritrova ad accogliere sempre nuove radici e ortaggi.

Sistemazione telo pacciamante
La cosa che però mi è piaciuta di più di questa attività sociale è la consapevolezza che questo mega orto non è un passatempo ma un vero e proprio lavoro.
Qui si lavora per produrre, si lavora per vendere.
Dal mio punto di vista questo serve, in primis, agli ospiti stessi. Sono proprio loro che capiscono che un'altra vita è possibile e che stanno faticando per qualcosa di concreto che è in grado di dar frutti veri, belli e sani.

Nuovo spazio fresato pronto per nuove prose
Sicuramente ci sarà sempre più spazio in terraXchange per raccontare e collaborare con queste realtà già presenti sul territorio e che fanno dell'orto un mezzo con cui salvare vite umane che si sono smarrite.

Mi sento di fare a loro e a tutti quelli che ogni giorno combattono questa guerra a colpi di zappa un grosso e sentito augurio e di consigliare a tutti voi di avvicinarvi a queste associazioni e gruppi. Uno scambio di idee e aiuti che vi cambieranno la giornata in meglio.
Un orto vi salverà!