martedì 17 marzo 2015

La complessità del fusto

Le piante sono esseri viventi e come tali possiedono la medesima organizzazione cellulare di ogni altro vivente.  
Cellule che si uniscono in tessuti che si uniscono in organi e apparati che, insieme, formano l'individuo o organismo.

Anche le piante dunque sono composte da cellule vegetali (differenti da quelle animali) di differenti tipologie che si uniscono a dare un tessuto che insieme formano un organo.

Oggi vi parliamo del fusto della pianta. In gergo si definisce “tronco” solo quando è stato “troncato” ad una certa altezza spingendo la formazione di rami laterali. In ogni caso questi sono solo tecnicismi inutili.

Albero da frutta troncato per dare una forma d'allevamento consona.
Fusti di abete bianco.

Il fusto è quello che i botanici più filosofici definiscono il collegamento tra cielo e terra ed è una definizione che può comunque essere utilizzata per l'intera pianta. In effetti questo apparato ha differenti funzioni, tra cui quello di sostegno, anche se quello più ricordato è certamente la capacità di trasportare acqua e sali (linfa grezza) dalle radici alle foglie e di riportare indietro una soluzione zuccherina (linfa elaborata).
La cosa incredibile è che questo sistema è in grado di trasportare acqua anche a centinaia di metri d'altezza (pensiamo alle sequoie) contro la legge di gravità e senza l'utilizzo di muscoli o altri tessuti meccanici e attivi.
Già questo dovrebbe farvi capire la straordinaria capacità di questi esseri viventi che muovono litri di acqua in giro per il proprio corpo contro ogni legge fisica (o così sembra).


Come è possibile spostare in alto litri (chili) di acqua e sali senza una pompa (un cuore) e dei canali ricoperti da fasci muscolari (arterie e vene)?

È possibile tramite delicati giochi di equilibrio e sfruttando proprietà tipiche dell'acqua.
Tutto si basa su adesione, coesione e concentrazione.
L'adesione è la capacità delle molecole d'acqua di aderire alle pareti dei vasi linfatici e di risalire per capillarità lungo il tronco.
La coesione è la proprietà per cui le varie molecole d'acqua restano unite strettamente tra loro. Questo spiega il perché le gocce d'acqua hanno una forma tondeggiante e tridimensionale. Se l'acqua non avesse questa capacità, le molecole sarebbero schiacciate dalla gravità sulla superficie e non sarebbe possibile la formazione di gocce. Una molecola tira l'altra.
Queste due prime proprietà però non sono nulla rispetto alla capacità dell'ultima.
L'acqua pura tende a pareggiare le concentrazioni di altre sostanze (principalmente sali) e per far ciò si sposta in modo da diluire tale differente concentrazione.
L'acqua si sposta da un luogo in cui vi è una bassa concentrazione verso una zona in cui vi è una alta concentrazione di sali e zuccheri (luoghi come foglie e gemme per esempio).

Ora capite perché è fondamentale in potatura tagliare appena al di sopra dell'ultima gemma che si vuole tenere. Quest'ultima gemma rende possibile il risucchio dell'acqua che, altrimenti, non sarebbe possibile creando zone disidratate che la pianta non può far altro che far morire e abbandonare.

Come certamente qualcuno di voi avrà notato durante la propria pratica di orticoltore/giardiniere, quando si taglia un ramo con un bel diametro, si nota che il legno non è omogeneo.  

Alta variabilità all'interno del tronco.

La prima cosa che si nota è che non è tutto “legno” ma, partendo dall'esterno, vi è una corteccia (a sua volta stratificata e di differenti forme e colori in base alla pianta) sotto la quale c'è uno strato sottile fibroso che in alcune essenze si sfoglia facilmente. Questo strato si chiama libro o floema ed è il tessuto preposto a trasportare la linfa elaborata dalle foglie verso le radici e verso tutte le cellule vegetali. Passa quasi inosservato in alcune essenze ma è di fondamentale importanza poiché porta il cibo prodotto dalle foglie in tutto il corpo.

Schema esemplificativo.

Più all'interno c'è un sottilissimo strato di giovani cellule che come unico compito hanno quello di dividersi all'infinito. È il meristema del fusto o cambio, il sistema con il quale la pianta aumenta il proprio diametro. Verso l'esterno queste cellule diverranno nuovo floema, verso l'interno si trasformeranno nel tessuto più evidente dell'intera sezione: il legno.

Il legno o xilema è quel fascio di vasi capaci di portare acqua e sali alle foglie per essere utilizzati nel processo di fotosintesi e nel metabolismo vegetale.
È il tessuto che occupa maggior spazio nella sezione anche se in realtà non tutto viene usato come canale di trasporto. Solo la parte più esterna (chiamata alburno per via del tipico colore più chiaro) ha tale funzione.
Man mano che la pianta si inspessisce, i vasi più interni vengono abbandonati e riempiti di sostanze dure e rigide (tra le quali la lignina). I vasi così riempiti fungeranno da sistema osseo per l'intera pianta. Questa zona che, solitamente ha un colore più scuro, è chiamata durame.

Si capisce che, gran parte della sezione di un tronco è composta da cellule morte.
Per questo è consigliabile di tagliare rami giovani, di rispettare la parte corticale (l'unica in cui sono presenti cellule vitali), di lasciare appena sotto il taglio gemme o giovani rami in grado di portare linfa e di rivitalizzare la ferita in modo da poterla cicatrizzare più velocemente.

All'interno del tronco c'è un mondo molto delicato, particolare, stupendo che noi oggi abbiamo, in modo piuttosto elementare, presentato.
Pensateci quando, strumenti da taglio alla mano, potrete osservare nell'intimo la sezione in tutta la sua semplice e straordinaria complessità.