giovedì 9 luglio 2015

Troppo caldo, troppo umido

Il caldo fa bene agli ortaggi in genere ma come recita il famoso detto “il troppo storpia” e così, colpa della già rinominata “bolla africana”, ci troviamo ad affrontare l'eccesso di caldo unito ad una sovrabbondante umidità.
Un mix micidiale per il nostro orto.
Si sa, l'orticoltore non è mai contento del clima. Fateci l'abitudine a questa peculiarità. O fa troppo freddo o troppo caldo, o troppo umido o troppo asciutto.


In ogni caso è innegabile che in questo periodo le temperature sono micidiali. Quota 40° molto vicina e, facendo conto che le temperature sono registrate all'ombra, immaginate le temperature raggiunte in un orto assolato e ben esposto.

Le verdure crescono in rapporto alla temperatura ma raggiunta la tolleranza massima (che dipende dalle differenti varietà) la pianta comincia ad innalzare barriere e la prima è il rallentamento del metabolismo. Le foglie chiudono gli stomi per risparmiare acqua ed evitare la disidratazione.

Tutte le parti aeree sono a rischio scottature specie quelle più delicate come foglie giovani e fiori. Mai come in questo periodo è assolutamente vietato bagnare le piante nelle ore più calde e sopra la chioma per evitare che acqua fredda e superficie fogliare bollente portino ad uno shock termico pericoloso per l'intera pianta. Meglio bagnare sotto chioma (magari con impianto a goccia) al mattino presto in modo che si possa ricostituire una buona riserva idrica già a disposizione per le piante in modo che possano assorbire acqua a volontà durante la giornata.


Bene scoprire i frutti in maturazione dalle foglie che coprono, specie quelli che devono colorarsi (pomodoro, peperoni, melanzane, ecc...) senza esagerare poiché anche i frutti soffrono le scottature.

Come dicevamo all'inizio, quest'ondata di caldo porta con sé anche una buona dose di umidità.
Anche questa caratteristica è un'arma a doppio taglio. Di per sé le piante giovano di un clima caldo umido poiché nonostante le temperature elevate, l'abbondante umidità dell'aria rallenta l'evapotraspirazione e diminuisce il rischio di disidratazione.
Purtroppo per noi e per loro questo clima è quello favorito anche dai funghi e dagli insetti, anche quelli che non vorremmo avere nel nostro orto.


Bisogna sapere che la chioma (specie se abbondante) è una barriera impenetrabile per le microscopiche goccioline d'acqua creando un ambiente asfittico, caldo e umido. L'ideale per lo svilupparsi di funghi patogeni.
Cerchiamo di eliminare foglie grandi e vecchie che, dal punto di vista fotosintetico, rendono poco e occupano molto lasciando foglie giovani.
Questa pratica che prende il nome di “scacchiatura” è tipica per le solanacee (pomodori, peperoni e melanzane) e si effettua proprio per evitare attacchi fungini.


L'orto è una sinergia tra ortaggi e orticoltore e, proprio per questo motivo, questa bolla di caldo anticiclonica colpisce non solo i nostri orti ma anche noi stessi. È fondamentale non recarsi in orto nelle ore calde della giornata non solo perché è rischioso per la salute ma perché è dimostrato che all'alzarsi delle temperature il nostro corpo rende meno, la nostra testa comincia a non esser più lucida. Due fattori che incrementano i rischi di incidenti.
È quindi raccomandabile utilizzare i momenti più freschi della giornata per i lavori in orto sempre accompagnati da abbondanti bottiglie d'acqua (meglio averne di più che rimanere a secco!).
Un'ora di lavoro con il fresco mattutino rende come tre passate sotto il sole e il recupero dell'energia spesa in quell'ora è ben più veloce.