lunedì 27 aprile 2015

Da prato a orto (parte 2)

Ci siamo!
Eccoci arrivati alla seconda puntata della trasformazione di un prato in orto. Per chi si fosse perso il primo capitolo, lo trovate cliccando QUA.

Ci eravamo lasciati con uno spazio pronto per essere coltivato. Un rettangolo di 9m x 2m che da semplice prato è divenuto spazio piantabile.

Lo spazio pronto per essere coltivato

Ora è il momento di fare sul serio.

In questa fase è fondamentale una mente progettuale. Bisogna cominciare a ipotizzare cosa si vuol piantare, in che ordine, con che tecnica, con quali finalità.
Nel mio caso ho alcune necessità imprescindibili:
  • l'orto deve essere biologico
  • deve occuparmi poco tempo
  • non deve impoverire il terreno
  • deve essere vario
Il vivaio delle "nuove leve"

Cominciamo con il primo punto.
Tra le principali motivazioni che spingono alla creazione di un orto è il poter produrre buon cibo. Non possiamo quindi inquinarlo con prodotti chimici (concimi o peggio ancora insetticidi e pesticidi di varia natura).
Il mio orto dovrà essere il meno impattante e il più salubre e naturale possibile. Unici prodotti acquistati e utilizzabili saranno: stallatico (meglio al naturale), verderame e zolfo unicamente se strettamente necessari.

Purtroppo l'orto gestito in maniera tradizionale richiede tempo che non ho. 
Molto spesso la necessità di questo elemento è uno dei pretesti per rinunciare a coltivare. Una persona che lavora tutto il giorno non può avere tempo da dedicare a questa attività. È vero, se c'è la passione il tempo si trova ma spesso si arriva a casa stanchi dopo una giornata di lavoro e intense attività quotidiane.
Lo stesso vale per me. 

Il mio orto dovrà in qualche modo autogestirsi da solo.

A questo punto vale la pena soffermarsi sulle due attività che più rubano tempo: il controllo delle erbe infestanti e l'irrigazione. Il terreno smosso e pulito tipico di un orto è il paradiso per le erbe spontanee che crescono nettamente più veloci dei nostri poveri ortaggi.
Oltre a ciò l'orto ha bisogno di sole per fornirci di sane e buone verdure ma, necessariamente, sole è sinonimo di aridità che contrastiamo con l'acqua. In estate, ogni giorno, siamo costretti ad innaffiare le nostre piante (salvo pioggia).
Ecco che io ho risolto il tutto in questo modo: impianto di irrigazione a goccia e telo pacciamante biodegradabile.
L'impianto è molto semplice da installare e il tubo costa davvero poco. Termina con un attacco rapido in modo da agganciare velocemente la canna dell'acqua.
I vantaggi sono principalmente tre:
  • una volta aperta l'acqua noi possiamo fare altro o riposarci
  • il consumo di acqua è nettamente inferiore e la quantità d'acqua è ottimizzata poiché se ne perde di meno per evaporazione
  • questo metodo di irrigazione è qualitativamente migliore poiché l'acqua finisce in profondità subito disponibile per le radici e non bagna le foglie rendendo più difficili gli attacchi fungini
L'attacco rapido dell'irrigazione

Discorso a sé va fatto per il telo pacciamante.
Per contrastare lo sviluppo di erbe non desiderate le soluzioni sono tre:
  • erbicida (neanche da prendere in considerazione)
  • estirpatura a mano (troppo tempo e fatica)
  • pacciamatura
Quest'ultima tecnica s'addice ad un orto che deve essere “bio” ma non deve rubare tempo.
Per pacciamare si possono usare coperture mobili o fisse, naturali o artificiali.
Inizialmente ho valutato di prendere della paglia ma poi un amico orticoltore mi ha mostrato la sua tecnica di pacciamatura bio con teli totalmente biodegradabili e compostabili composti da amido di mais.

La guardiana dell'orto

Sicuramente più brutti esteticamente ma ben più gestibili rispetto alla paglia. Garantiti per durare per tutta la stagione estiva.

Questi teli impediscono la crescita dell'erba e garantiscono un ottimo microclima a livello radicale. La terra resta calda e umida a lungo.

Alcuni dicono che questi teli non vanno bene per chi parte da seme anche se ho provato in prima persona a seminare fagiolini con ottimi risultati già visibili.

I fagiolini seminati stanno spuntando copiosi

Fragole sotto telo